La porti un bacione a Firenze…itinerario a piedi per godersi la città di Dante

Firenze è la patria della storia e della cultura italiana, c’è poco da fare. Pensare di poterla visitare in poco più di 24 ore è davvero impossibile, specialmente se non si vuole perdere l’occasione di entrare in tutti i suoi musei, chiese, senza trascurare anche gli spot meno battuti, credo ci vorrebbero almeno 3 giorni.

Ho avuto modo di concedermi la mia prima breve fuga a Firenze in occasione delle festività pasquali, decisione che con il senno di poi ho amato e odiato allo stesso tempo. Amato perché mi sono state regalate esperienze che non avrei potuto cogliere in un altro momento dell’anno, odiato perché c’era davvero troppa gente, troppi turisti, troppa calca che spesso mi ha impedito di godermi le bellezze della città fino al primo pomeriggio.

Le mie aspettative erano altissime, complici i racconti di familiari e amici e le conoscenze storiche sulla città, che da bambina mi facevano sognare ad occhi aperti, immaginandomi nei luoghi raccontati da Dante, nelle bellezze delle ambientazioni delle gesta dei Medici e nelle opere artistiche di Brunelleschi e Botticelli.

Ma andiamo con ordine.

Sono arrivata a Firenze da Milano alla stazione di Santa Maria Novella intorno alle ore 9, con AV quindi in meno di due ore. Il fatto che la stazione sia praticamente in centro ed il punto di partenza per il mio tour a piedi è una vera fortuna, anche perché appena uscita dalla stazione, sono stata immediatamente travolta dalle sue bellezze architettoniche. Una su tutte la veduta sull’abside della Basilica di Santa Maria Novella.

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La Chiesa, opera di Fra Jacopo Talenti e Leon Battista Alberti, è spesso boicottata dai turisti, secondo me in modo assurdo, perchè è davvero suggestiva e rappresenta un punto di riferimento in Toscana dello stile gotico.

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La facciata marmorea della Basilica è l’emblema del Rinascimento fiorentino ed al suo interno custodisce alcune delle opere di maggior pregio del patrimonio artistico italiano, quali il Crocifisso di Giotto e Brunelleschi, la Cappella Strozzi, la Natività di Botticelli e la Trinità di Masaccio.

Proseguendo e superando la Basilica, l’iconica cupola del Duomo di Firenze farà capolino facendoti sentire davvero giunto a destinazione.

La Cattedrale è infatti lo status symbol della città nota in tutto il mondo per la sua bellezza ed imponenza.

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All’interno del complesso è possibile visitare la Cripta, la Cupola, il Campanile di Giotto, il Battistero e il Museo dell’Opera del Duomo.

Da qui è un pò iniziata la mia disavventura, perchè essendo arrivata in città la domenica di Pasqua, il Duomo era transennato e la visibilità anche per il numero considerevole dei turisti era a tratti praticamente impossibile.

Tuttavia mi ha regalato anche una delle esperienze più curiose e rappresentative della tradizione fiorentina pasquale: lo scoppio del carro ed il volo della colombina!

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Lo Scoppio del Carro è una tradizione che si ripete da circa 350 anni. Il carro decorato, o “Brindellone”, viene trainato da due buoi ornati con ghirlande in giro per le strade di Firenze, fino a Piazza del Duomo nello spazio che si trova tra il battistero e la cattedrale.

Il Carro, allestito di fuochi d’artificio, arrivato davanti alla cattedrale si ferma in attesa dell’inizio della messa. Intorno alle ore 11 dall’altare della Cattedrale,  l’arcivescovo accende con il fuoco sacro un razzo a forma di colomba (detto “la Colombina”, simbolo dello Spirito Santo), che a a sua volta vola fuori dalla chiesa lungo un filo che raggiungerà il Carro nella piazza, dando vita ad un magico spettacolo pirotecnico molto sentito dai fiorentini.

Infatti la tradizione vuole che se il rituale procede regolarmente con l’esplosione di tutti i fuochi d’artificio, si prospetterà un anno ricco e prospero nonchè buona fortuna per la città ed i suoi cittadini.

E’ stato entusiasmante vedere gli occhi emozionanti e speranzosi dei cittadini di fronte ad una usanza centenaria. Bellissimo.

Con un pò di fatica, riuscita a superare il Duomo, scorge l’imponente Battistero di San Giovanni, patrono di Firenze.

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L’edificio, consta delle tre caratteristiche porte bronzee raffiguranti le tre storie dell’Antico Testamento nella porta est, opera di Lorenzo Ghiberti, della porta sud del Battista, opera di Andrea Pisano ed del Nuovo Testamento della porta nord, realizzata ancora da Lorenzo Ghiberti.

Accanto alla chiesa spicca il noto e amato campanile di Giotto, sul quale con una pratica salita di ben 414 gradini è possibile ammirare la bellezza di Firenze dall’alto.

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Il mio tour è continuato lungo la particolarissima Via dei Calzaiuoli, che mi ha portata direttamente nel museo a cielo aperto che è Piazza della Signoria.

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Proprio in questo piccolo perimetro convivono alcuni dei simboli storici e culturali più imponenti del patrimonio fiorentino, quali la Fontana di Nettuno, il Palazzo Vecchio, la statua di David (riproduzione e non originale) e la Loggia dei Lanzi, che ospita meravigliose sculture come il Ratto delle Sabine di Gambologna e Perseo di Cellini.

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Degni di nota gli interni del Palazzo Vecchio con i suoi cortili immortali dove puoi respirare la storia e sembra di essere finito nel set dei Medici. Meraviglia per gli occhi.

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Purtroppo il grande rimpianto per questa trasferta fiorentina è stata l’impossibilità di visitare gli Uffizi, dato il pochissimo tempo a disposizione e la calca dei turisti in coda forse dalle 5 del mattino. Sicuramente nella mia prossima visita, darò assoluta precedenza alla Galleria.

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Dall’ uscita della Galleria degli Uffizi, basterà percorrere un breve tratto per raggiungere il Lungarno e il Ponte Vecchio.

Questo ponte è da sempre considerato uno dei luoghi più belli di Italia,assolutamente da non perdere. Io me ne sono letteralmente innamorata, respirando un aria di malinconia e romanticismo allo stesso tempo. L’ideale per una foto di rito con la vostra dolce metà.

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Lungo il ponte si possono ammirare le piccole e caratteristiche botteghe orafe in stile medievale con i loro retrobottega a strapiombo sull’Arno.

Dopo tanto camminare bisogna pensare anche al pancino.

Uno dei motivi per cui Firenze è conosciuta in tutto il mondo è anche la sua cucina e la sua famosa fiorentina.

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La cucina toscana infatti si basa molto sulla carne, questo per me non è stato un problema, sebbene la carne non faccia parte del mio regime alimentare.

Infatti un posto super low cost per tutti i gusti è il folkloristico mercato coperto di San Lorenzo.

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Qui con pochi euro è possibile fare un pasto completo e godersi anche le simpatiche urla dei vari commercianti e venditori all’interno del padiglione, che sembrano sfidarsi a colpi di battute dialettali per attirare l’attenzione dei passanti al proprio bancone.

Firenze è stata una bellissima scoperta che non ha tradito affatto le mie altissime aspettative, tutte meritate. Mi vergogno di aver atteso quasi 30 anni per metterci piede la prima volta.

Tuttavia aver passato poco tempo, in una giornata caotica come quella pasquale, mi ha impedito di dedicare maggiore attenzione alla città, lasciandomi però un dolcissimo ricordo e la voglia matta di tornarci al più presto.

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